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L’Earth Day 2024 porta con sé notizie non confortanti. Nell’ultimo mezzo secolo, infatti, è scomparsa un’area agricola grande quanto l’Austria. Una conseguenza di cementificazione e consumo di suolo che hanno sottratto all’Italia terreni fertili e produttivi, inseguendo un modello di sviluppo che ha messo a rischio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini.
Si tratta di un dato diffuso dalla Coldiretti in occasione della Giornata della Terra. Nel 1970 la superficie agricola totale era pari a oltre 250mila km quadrati, l’83 per cento dell’intera Italia. Oggi, invece, è ridotta a meno di 165mila, ovvero il 55 per cento.
Earth Day 2024, la situazione italiana
In occasione dell’Earth Day 2024, la Coldiretti sottolinea qual è la situazione attuale italiana. L’abbandono delle campagne ha reso il Paese più fragile, poiché è venuta a mancare la costante opera di manutenzione svolta dagli agricoltori, specialmente nelle aree interne.
Un altro rischio è il pericolo di frane e alluvioni. Oltre 9 comuni su 10 in Italia hanno parte del territorio in aree a rischio idrogeologico, aggravati dagli effetti del cambiamento climatico, in base all’ultimo rapporto Ispra.
Per effetto delle coperture artificiali i terreni, spiega la Coldiretti, non riescono, infatti, a garantire l’infiltrazione di acqua piovana che scorre in superficie aumentando la pericolosità idraulica. Un effetto del consumo di suolo che, secondo l’ultimo rapporto Ispra, viaggia alla velocità di 2,4 metri quadrati al secondo, con le coperture artificiali che sono arrivate a occupare poco meno di 22mila km quadrati.
Consumo di suolo, le conseguenze
Il consumo di suolo brucia 1 mld di cibo all’anno. La sottrazione di terreni agricoli alla produzione alimentare brucia in Italia 1 miliardo di euro di cibo all’anno, secondo una stima Coldiretti su dati Crea-Ispra. Questo anche per effetto del nuovo fenomeno del fotovoltaico a terra che cancella intere aree agricole produttive con distese di ettari di pannelli.
Secondo la Coldiretti, un modello di transizione energetica sostenibile è quello che vede le imprese agricole protagoniste. Ad esempio con le comunità energetiche, gli impianti solari sui tetti e l’agrivoltaico sostenibile e sospeso da terra che consentono di integrare il reddito degli agricoltori con la produzione energetica rinnovabile, con una ricaduta positiva sulle colture e sul territorio.

