Derby Italiano di Galoppo, ritorno alla normalità con l’edizione 139

«L’appuntamento con il Derby Italiano del Galoppo, giunto quest’anno alla 139^ edizione - le parole dell’ing. Elio Pautasso, amministratore delegato di Hippogroup Roma Capannelle -, è senza alcun dubbio il momento clou della stagione ippica. Abbiamo deciso di impreziosire l’evento più importante dell’anno con una serie di iniziative collaterali che renderanno imperdibile non solo la giornata di domenica 22 ma tutta la settimana che precede il Derby Day»

Il Derby Italiano di Galoppo torna alla normalità con l’edizione numero 139. Dopo le ultime due edizioni in tono minore a causa del Covid e delle problematiche legate al mondo dell’ippica, la regina delle corse è pronta a riprendersi la scena domenica 22 maggio presso l’Ippodromo Capannelle. L’evento è stato presentato il 19 maggio presso la sala conferenze dell’Ara Pacis. 

Il favorito del Derby Italiano di Galoppo risponde al nome di Tempesti. E’ il cavallo da battere della Razza Dormello Olgiata, la più gloriosa, bianca con croce di S. Andrea Rossa.

Derby Italiano di Galoppo: la storia

La leggenda del Derby nasce nella seconda metà del 1700, una storia affascinante che con il tempo ha assunto i contorni della leggenda, grazie all’intuizione di Mister Stanley, dodicesimo Conte di Derby, capace insieme alla moglie ed ad un numero ristretto di amici appassionati di corse e di cavalli di mettere a punto e di definire i contorni e i connotati della madre di tutte le corse. Solo per i tre anni e sui 2400 metri. 

L’idea poi si estese anche ad una corsa per le sole femmine, sempre di tre anni ed ancora sui 2400 metri, cui fu dato senza discussione il nome di Oaks, mutuato da un fascinoso gruppo di querce che dominavano la piana di Epsom, la località scelta dal Conte di Derby tra le tante terre in suo possesso.

La questione del nome non fu pacifica poiché Lord Bunbury, anche membro della Camera dei Comuni Inglese, pretese a pieno titolo di voler dare il proprio nome alla corsa. Ne aveva diritto giacchè tra tutti gli amici era di gran lunga colui che era dotato delle maggiori cognizioni tecniche in materia e soprattutto era a lui che si dovevano i reali contorni della corsa, ovvero la limitazione ai tre anni e la distanza. Certamente il Conte di Derby metteva i terreni e la cosa assumeva un peso non indifferente, tuttavia il gruppo di appassionati ritenne meritevoli entrambi i promotori di dare il proprio nome a quella che sarebbe diventata la corsa più importante al mondo. Fu necessario il sorteggio ed il lancio della moneta favorì Mr Stanley, il Conte di Derby. Per Bunbury fu l’oblio (anche se un suo cavallo vinse la prima edizione della corsa), per Lord Derby la gloria eterna. 

In ogni parte del mondo si corre un Derby e il mondo del galoppo italiano non sfuggì a questa regola, seppur con quasi 100 anni di ritardo. Nel 1884 alle Capannelle e alla presenza di Re Umberto si disputò, recensore d’eccezione su un quotidiano dell’epoca Gabriele D’Annunzio, la prima edizione della “classicissima”. Vinse Andreina che, osò scrivere lo stesso Vate, pare fosse in parte di proprietà dello stesso Re Umberto.  

Albo d’oro e nomi illustri

Gli Albi D’Oro dei Derby di tutto il mondo sono ovviamente ricchi di nomi illustri, cavalli e personaggi che hanno fatto la storia dell’ippica. Non fa eccezione quello del Derby Italiano, nel quale spicca una presenza, Nearco, il più grande di tutti i tempi che lo corse e ovviamente lo vinse, ma anche un’assenza, Ribot, il cavallo del secolo che fu costretto a non correre. 

Impossibile non citare i nomi di campioni internazionali (il nostro Derby fu riservato solo ai nati in Italia per un secolo, fino al 1981) come Apelle, oppure Ortello, e poi ancora Crapom che fu sconfitto dal compagno Pilade, o ancora Donatello e ovviamente Nearco, Bellini e Niccolò Dell’Arca o il grandissimo Orsenigo, frenato dalla guerra. A prima della guerra risale la ultima vittoria rosa: spetta ad Archidamia nel 1936, ma nel ’32 vinse un’altra eccezionale femmina Jacopa del Sellaio.  

L’ultima edizione, quella del 2021, è stata vinta dal grande favorito della vigilia Tokyo Gold, con in sella Cristian Demuro (al quinto sigillo nella corsa), davanti a Juan de Montalban e Alastor.  Quasi 140 anni di storia e tanta gloria, perchè Derby Day vuol dire festa assoluta del turf italiano. 

Elio Pautasso

«L’appuntamento con il Derby Italiano del Galoppo, giunto quest’anno alla 139^ edizione – le parole dell’ing. Elio Pautasso, amministratore delegato di Hippogroup Roma Capannelle -, è senza alcun dubbio il momento clou della stagione ippica. Abbiamo deciso di impreziosire l’evento più importante dell’anno con una serie di iniziative collaterali che renderanno imperdibile non solo la giornata di domenica 22 ma tutta la settimana che precede il Derby Day».

«Dal mercatino giapponese a spettacoli di animazione e ballo country, passando per convegni sul turismo equestre ed esibizioni dei butteri, tutto finalizzato a porre il cavallo al centro dell’attenzione. E alle 17.30 di domenica 22 il gran finale, il Derby Italiano del Galoppo. Vorrei però permettermi un suggerimento al MIPAAF: togliamo il pagamento al momento delle iscrizioni perché è penalizzante soprattutto per i cavalli stranieri. Pensiamo ad un sistema diverso magari con il pagamento alla dichiarazione dei partenti o in momento intermedio. Lo dico oggi ma state tranquilli che lo ricorderò più volte perché questa cosa va nell’interesse di tutta la categoria non solo dell’ippodromo Capannelle».