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Affrontare la crisi climatica intraprendendo un serio processo di transizione ecologica. Tuttavia, nonostante il prezzo delle rinnovabili sia sceso rispetto al passato il nostro Paese dal punto di vista delle emissioni, considerando i dati del 2022, ha fatto peggio di altri Stati. È importante, quindi, accelerare il processo di transizione energetica senza rimanere ancorati all’utilizzo di combustibili fossili.
Inoltre, secondo una ricerca di Greenpeace, nonostante la crisi climatica sia un’emergenza da affrontare, la presenza di questa tematica su tg e media nazionali risulta esigua se non in concomitanza di eventi estremi come, ad esempio, le alluvioni che hanno colpito alcune regioni d’Italia.
Questi punti sono stati il fulcro di una conferenza sul clima organizzata presso la sala stampa della Camera dei Deputati. All’incontro hanno preso parte l’On. Angelo Bonelli (Avs), il professor Ugo Bardi, Enrico Galliano (Energie per l’Italia), Giancarlo Sturloni (Greenpeace) e Alessandro Runci (ReCommon).
Crisi climatica, critiche alla strategia dell’Italia
Secondo Bonelli, la strategia intrapresa dal governo è quella di puntare a «trasformare l’Italia, in particolar modo il sud, in un hub del gas e questa è una strategia che condannerà economicamente migliaia di famiglie italiane a pagare bollette elevatissime. Il piano Mattei altro non è altro che una forma di nuovo colonialismo nei confronti dell’Africa, per accaparrarsi il gas e portarlo in Italia».
Una strategia che il deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde considera irresponsabile. «Gli ultimi report – ci spiega – indicano che abbiamo avuto l’estate più calda e adesso anche l’ottobre più caldo nella storia globale per quanto riguarda il nostro Paese. Sono dati drammatici che si legano anche agli eventi meteo estremi. E che cosa fa questo governo? Parla di ambientalismo pragmatico. Il pragmatismo della Meloni è fermare le rinnovabili, puntare sul gas, continuare con un modello quindi che è responsabile della crisi climatica. Sono degli irresponsabili però che nascondono la tutela di interessi economici elevati come quelli delle grandi compagnie energetiche che stanno realizzando extraprofitti per decine di miliardi di euro mentre le famiglie sono affossate dal punto di vista sociale e dall’aumento delle bollette».
Le possibili soluzioni
Bonelli, quindi, evidenzia quali sarebbero le possibili soluzioni per invertire la tendenza. «Abbandonare, ovviamente, con un piano di transizione le fonti fossili, puntare sul solare, sulle rinnovabili, fare ad esempio il decreto sulle comunità energetiche, il piano sulle aree idonee. Insomma cambiare un modello energetico che aiuterebbe molto non solo l’economia delle imprese, ma anche l’economia delle famiglie. Oltre che dare un aiuto importante alla crisi climatica».

