lunedì 24 Giugno 2024

Cotone italiano, parte la raccolta della fibra 100% made in Italy

Il cotone, la più importante pianta tessile al mondo, è presente in tutte le aree geografiche. Nel nostro Paese esiste una sola varietà nazionale ufficiale, la "Gela" alla quale la ricerca agronomica sta cercando di affiancarne altre che ben si adattano al territorio italiano

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Prende il via la raccolta del cotone 100 per cento italiano grazie alla riscoperta di una fibra naturale che fra Puglia e Sicilia coinvolge oltre 300 ettari grazie a un recupero della coltivazione da parte del mondo della moda che sempre di più cerca tessuti nazionali per le sue creazioni. 

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nel report “2023, il ritorno del cotone italiano” diffuso in occasione dell’entrata in azione delle raccoglitrici nei campi della Capitanata, in contrada Valle di Iaccio a San Severo in provincia di Foggia, nell’azienda agricola Luciani.

Cotone italiano, una qualità eccellente

Con la raccolta partita in ritardo per l’andamento del clima con le piogge di giugno e il caldo persistente fino alla prima metà di ottobre, ricorda la Coldiretti, «il cotone italiano 2023 è di qualità eccellente, anche per la nuova varietà a fibra media, con una produzione di oltre 35 quintali ad ettaro, con quotazioni di 140 euro al quintale se biologico e 110 euro al quintale se tradizionale». 

La coltivazione costa tra gli 800 e i 1.200 euro ad ettaro per l’acquisto dei semi, la concimazione, l’irrigazione, la manodopera, il gasolio per i macchinari e la raccolta. Il cotone inoltre rappresenta una ottima coltura da rinnovo, che consente di allargare le rotazioni con colture da reddito, rispondendo ad una esigenza fondamentale, in particolare per l’agricoltura biologica.

Diffusione nel mondo

Il cotone, la più importante pianta tessile al mondo, è presente in tutte le aree geografiche con Cina, Stati Uniti, India, Pakistan che sono i maggiori produttori, mentre in Europa viene coltivato in Grecia e Spagna. Un tempo diffusa anche in Italia, in molte aree della Sicilia fra l’Agrigentino e la piana di Gela, è stata abbandonata a partire dagli anni ’60 per l’avvento delle fibre sintetiche, lo strapotere del prodotto straniero e il peso dei costi di produzione considerato che la raccolta all’epoca avveniva esclusivamente a mano.

In Italia, dove secondo l’analisi della Coldiretti le importazioni nel 2022 hanno superato i 212 milioni di chili per un valore di oltre 1,3 miliardi di euro, la coltivazione del cotone torna alla ribalta per rispondere alla grande richiesta di fibre e tessuti 100 per cento Made in Italy.

Le tipicità del cotone italiano

Non è un caso che esista una sola varietà nazionale ufficiale, la “Gela” alla quale la ricerca agronomica sta cercando di affiancarne altre che ben si adattano al territorio italiano. Il ritorno del cotone italiano è anche il risultato della tropicalizzazione del clima che ha già fatto registrare negli ultimi anni l’introduzione di nuove specie coltivate in sud Italia come il mango, l’avocado e le banane e che ha fatto spostare molto a nord l’areale di presenza della coltivazione dell’olivo.

La pianta del genere Gossypium, appartiene alla famiglia delle Malvacee, teme il freddo e la carenza d’acqua, cresce bene in zone molte esposte al sole e alla luce e si adatta a vari tipi di terreno, basta che non siano troppo compatti e con ristagni idrici che aumentano il rischio di marciume delle radici. 

Dopo circa tre mesi dalla semina le piante sono già cresciute e hanno l’aspetto di arbusti di altezza media. In cima agli steli ci sono grandi fiori di colore giallo pallido o bianco dai quali arriva il frutto, che è una vera e proprio capsula. Quando il frutto è maturo, i filamenti si distendono e la capsula si apre naturalmente liberando una bambagia soffice. «Il cotone – evidenzia Coldiretti – è naturale al 100 per cento, biodegradabile, ecologico e riciclabile, composto al 95 per cento da cellulosa, ipoallergenico, permeabile all’aria e traspirante, e ideale per la tintura e la stampa».

Altri utilizzi di questa fibra naturale

Oltre alla tessitura per l’abbigliamento, ricorda la Coldiretti, il cotone ha un utilizzo molteplice: dal mangime per la zootecnia all’olio per cosmesi e farmaceutica. Inoltre, la pianta, in grado di raggiungere anche i tre metri di altezza a seconda della varietà, può essere ridotta in trucioli da sfruttare come combustibile nelle centrali termiche per il recupero energetico della biomassa vegetale. 

Dalla fibra si producono anche cotone idrofilo e ovatta. Nell’Italia patria dell’alta moda il ritorno della coltivazione del cotone è la risposta degli agricoltori alla richiesta da parte dei consumatori di produzioni sempre più 100 per cento Made in Italy, dalla tavola all’abbigliamento. «Un impegno concreto – conclude la Coldiretti – di fronte all’esigenza di garantire sostenibilità ambientale e sociale nei processi di filiera».

Articolo aggiornato in data 11 Novembre 2023
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