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Coprifuoco, quanto incide la misura sulle riaperture dei locali

Ci saranno nuove valutazioni, a maggio, sulle misure di sicurezza in base dell'andamento del quadro epidemiologico. Intanto, ecco quali sono le prime stime sugli effetti delle riaperture e l'origine del provvedimento che tanto indispone i ristoratori

I ristoranti potranno avere clienti solo all'esterno
(Photo by Marialaura Gionfriddo on Unsplash)

A quasi una settimana dal ritorno delle zone gialle, si iniziano a fare i primi bilanci sulle riaperture. In particolare, a essere preso sotto esame è il settore della ristorazione tra i più colpiti dalle restrizioni dovute alla pandemia. Anche in questo periodo, non tutti gli esercizi possono permettersi di tornare a riaprire. Sia per le limitazioni dovute alla possibilità di ospitare clienti solo in tavoli all’esterno, che per il mantenimento della misura del coprifuoco alle 22.

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In questi giorni si discute sulle possibili conseguenze, sul numero dei contagi, di uno spostamento alle 23 o alle 24. Allo stesso tempo c’è chi analizza i possibili effetti che un allentamento di questa misura può portare al settore della ristorazione. Secondo uno studio effettuato da Coldiretti, a maggio, senza il coprifuoco, possono tornare a cena fuori 2 italiani su 3 (62,5 per cento) che prima della pandemia mangiavano in ristoranti, pizzerie o agriturismi almeno una volta al mese. Intanto, secondo una stima dell’associazione, circa un milione di italiani ha scelto di mangiare fuori a cena nonostante il perdurare del coprifuoco alle 22.

Coprifuoco, senza la modifica dell'orario i ristoranti potranno aprire ai clienti solo all'esterno fino alle 22
Senza la modifica delle misure di sicurezza i ristoranti potranno aprire ai clienti solo all’esterno e fino alle 22 (Photo by Tamara Malaniy on Unsplash)

Lo studio

In base all’analisi effettuata da Coldiretti, il posticipo o lo stop definitivo alle limitazioni sull’orario aiuterebbe le aperture serali dei locali. Queste, solo per quel che riguarda la cena, «valgono da sole l’80 per cento del fatturato, con l’arrivo della bella stagione e la ripresa del turismo». Soprattutto, a beneficiare del possibile cambiamento, sarebbero gli agriturismi. Molte di queste strutture, infatti, si trovano lontano dai centri abitati e, pur potendo garantire ampi spazi all’aperto, sono difficilmente raggiungibili in breve tempo. In ogni caso, ricorda la Coldiretti, rimane «il vincolo della impossibilità di consumo al tavolo negli spazi chiusi dei locali che riguarda oltre la metà dei servizi di ristorazione, ma pesa molto di più in termini di posti a sedere e quindi di bilanci delle aziende».

In attesa di futuri sviluppi, in base all’andamento della situazione epidemiologica nel mese di maggio, nei giorni scorsi il sindaco di Ferrara e delegato Anci, Alan Fabbri, teorizzava sulla possibilità di aprire per i conviventi gli spazi all’interno dei ristoranti. Intanto, la Coldiretti ricorda le ripercussioni che i tanti mesi di lockdown e aperture limitate hanno avuto sulle aziende della ristorazione. Nel 2020 il crollo del fatturato è stato pari al 42 per cento. «Un costo che si trasferisce a cascata sull’intera filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia».

Coprifuoco, gli agriturismi in campagna sono tra le strutture più penalizzate
Gli agriturismi sono tra le strutture più penalizzate dalla misura del coprifuoco

Storia del termine

La data da segnare sul calendario è il 14 maggio. È a metà mese, infatti, che verrà fatto un check della situazione epidemiologica. Se la pressione sugli ospedali si sarà allentata e gli altri parametri saranno sotto controllo, si penserà a un ulteriore allentamento delle misure di sicurezza. Su tutte quella riguardante il coprifuoco a cui molti chiedono di cambiare nome, in quanto richiama alla mente periodi non certo felici. In realtà, il termine coprifuoco ha origine nel Medioevo. La misura nasce come strumento di prevenzione contro gli incendi. A quesi tempi la maggior parte delle abitazioni era in legno. Così per evitare il verificarsi di incidenti con conseguenti incendi, le autorità disponevano dopo un certo orario lo spegnimento di ogni tipo di fiamma all’interno delle abitazioni. 

Coprifuoco, nasce nel Medioevo come misura di prevenzione contro gli incendi
Il coprifuoco nasce nel Medioevo come misura di prevenzione contro gli incendi

In seguito, il termine è tornato per indicare le limitazioni imposte dai governi alla popolazione durante i periodi di guerra. Anche in quei casi, gli abitanti dovevano rientrare nelle loro case e non potevano accendere alcun tipo di luce per evitare, in caso di attacchi aerei che i centri abitati venissero individuati. 

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