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Case e ville per le vacanze estive: immobile bianco con piscina esterna

Più dell’anno scorso. In Italia è boom di prenotazioni di case e ville per le vacanze estive. Il motivo? Elementare, Watson. Perché un’abitazione privata, magari con piscina, zona verde esterna e non lontana dal mare, risulta la soluzione ideale per passare le ferie in famiglia anche se la curva dei contagi Covid si è abbassata.  

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A differenza delle estati passate, gli italiani si stanno già organizzando adesso per le vacanze di luglio e agosto: nel mirino affitti brevi di case e ville per le vacanze estive, sia al mare che in montagna. Secondo uno studio condotto da Airbnb un italiano su due, fin da maggio, ha già fatto ricerche, pianificato o messo in contro di pianificare a stretto giro le sue vacanze escludendo di andare all’estero. 

Case e ville per le vacanze estive: vista sulla piscina

Case e ville per le vacanze estive: dal passaparola ai social 

Le grandi piattaforme comandano il mercato, impossibile non citare come esempio Booking. Ma i contratti tra privati rappresentano una nicchia considerevole quando si parla di affitti brevi di case e ville per le vacanze estive. C’è il caro e vecchio passaparola e non mancano annunci su portali e social network, Facebook in primis.

Case e ville per le vacanze estive: lettini a bordo piscinaCome difendersi da possibili truffe? Come impostare il contratto di affitto tra privati di case e ville per le vacanze estive? Quali clausole inserire?

Per chiarire questi quesiti e altri abbiamo contattato l’avvocato Giada Pugno. Si parte da un presupposto. «Un contratto in forma scritta è sempre meglio perché gli immobili seguono le prescrizioni del codice civile», ci spiega la legale.

«Alla luce del periodo storico è bene inserire delle clausole che permettono la risoluzione contrattuale all’accadere di determinati eventi. Come per esempio un contagio da Covid o  un cambio di classificazione del luogo da raggiungere perché non sappiamo questa estate come saranno disciplinate le aperture e le chiusure delle regioni».

Caparra: sì o no?

«Al momento della sottoscrizione del contratto di case e ville per le vacanze estive è corretto prevedere una caparra. Di solito parliamo del 30 per cento del canone concordato», continua l’avvocato.   

Penali e disdetta

«Nel contratto di affitto di case e ville per le vacanze estive si possono prevedere delle penali in caso di disdetta, una sorta di rimborso di una quota parte del canone concordato. La quota può salire o scendere in base a quanto ci si avvicina all’esecuzione del contratto. Un esempio? Affitto una casa per un totale di 1500 euro, di cui 400 euro per giugno, 500 euro per luglio e 600 euro per agosto. Se disdico a inizio maggio la caparra del 30 per cento, cioè 450 euro, può essere restituita per intero. Se la disdetta arriva a fine maggio si può prevedere una trattenuta della caparra. L’importante è scriverlo nel contratto» .  

«Ma è chiaro che se affitto una villa sul lungomare di Gaeta, presa d’assalto sia da Roma che Napoli, puoi prevedere che fino al giorno prima restituisci la caparra per intero e non fai gli scaglioni. Perché la villa dura due giorni sul mercato e l’affitti il giorno dopo. Al contrario, se prendiamo in considerazione una casa a 6 km dal mare in Sardegna, si può fissare la trattenuta del 50 per cento della caparra se arriva la disdetta a 10 giorni dall’esecuzione del contratto». 

«Nel contratto si possono prevedere penali anche a favore dell’affittuario. Nel senso che se verso la caparra e ti arriva la disdetta da parte del proprietario a 10 giorni dalla vacanza si può prevedere la restituzione della caparra più un 25 per cento di risarcimento perché si perdere l’affare. Insomma, nel contratto si possono prevedere penali da entrambe le parti».  

Cosa mettere nel contratto di case e ville per le vacanze estive

Spesso non è possibile vedere dal vivo case e ville per le vacanze estive perché sono lontane, magari in Sardegna o in Sicilia. 

«L’ideale sarebbe vedere la casa prima di mettere una firma. Ma se è impossibile bisogna fidarsi – continua l’avvocato Giada Pugno -. Nel contratto comunque va descritto dettagliatamente l’immobile con le sue caratteristiche. Come per esempio se la cucina è attrezzata oppure se l’abitazione è a 500 metri dal mare o di più. Dall’altro lato, quando si entra con le chiavi, è consigliabile redigere un verbale, un inventario dei mobili, dei suppellettili, degli utensili e delle condizioni generali dell’ambiente».

E se la casa vista in foto non rispecchia la realtà?

«A quel punto scatta la risoluzione contrattuale e se inserito nel contratto anche un risarcimento del danno, perché ci sono i margini per la truffa. In ogni caso si può anche prevedere un abbassamento del canone se la persona accetta. Ripeto: il contratto è la base di tutto. Se fatto bene si evitano truffe e sorprese sgradite. Se nel contratto c’è scritto che l’immobile ha due bagni e poi ne ha solo uno funzionante mi hai venduto una cosa diversa. La stessa cosa vale se c’è scritto che la casa è a 500 metri dal mare e lo è solamente in linea d’aria e che quindi devo farmi 2 chilometri per raggiungere la spiaggia».    

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