Borghi: ecco i progetti da 20 milioni di euro del PNRR

Il Mibact ha dato il via alla fase attuativa a dicembre delineando due strade per assegnare i fondi: in freddo burocratese ha suddiviso in Linea A e Linea B il piano di rilancio dei borghi d’Italia. Adesso siamo arrivati a conoscere i nomi dei vincitori della Linea A che complessivamente stanzia 420 milioni di euro a un ristrettissimo numero di località, dal Nord al Sud della Penisola

Un miliardo di euro. E’ la fetta del PNRR destinata ai borghi italiani: si tratta dell’investimento più sostanzioso di tutto il comparto cultura. Insomma, sta per arrivare una pompata mai vista nella casse di alcuni piccoli comuni che di solito non sono abituati a fare i conti con troppi zero, uno in fila all’altro. Roba da mal di testa.

Il Mibact, infatti, ha dato il via alla fase attuativa a dicembre delineando due strade per assegnare i fondi: in freddo burocratese ha suddiviso in Linea A e Linea B il piano di rilancio dei borghi d’Italia. Adesso siamo arrivati a conoscere i nomi dei vincitori.      

Borghi: la Linea A vale 20 milioni 

La Linea A stanzia 420 milioni di euro a un ristrettissimo numero di borghi d’Italia: per la precisione 21, uno per ogni regione o provincia autonoma.

Ciò significa che chi vince incassa un assegno di 20 milioni di euro per un progetto pilota che interverrà su infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come scuole o accademie. Non solo. I soldi potranno essere utilizzati per la creazioni di alberghi diffusi, centri di ricerca, residenze sanitarie assistenziali ma anche per creare postazioni per nomadi digitali o per chi lavora in smart working.

Le regioni (e due provincie) hanno indicato i borghi che hanno vinto e che quindi riceveranno i 20 milioni di euro dal PNRR: 

  • Abruzzo – Rocca Calascio (Aquila)
  • Basilicata – Monticchio Bagni (Potenza)
  • Calabria – Gerace (Reggio Calabria) 
  • Emilia Romagna – Campolo (Bologna)
  • Friuli Venezia Giulia – Borgo Castello (Gorizia)
  • Lazio – Trevinano (Viterbo)
  • Liguria – Borgo Castello (Savona)
  • Lombardia – Livemmo (Brescia)
  • Marche – Montalto delle Marche (Ascoli Piceno)
  • Molise – Pietrabbondante (Isernia)
  • Piemonte – Elva (Cuneo)
  • Sardegna – Ulassai (Nuoro)
  • Sicilia – U Cinziria (Catania)
  • Toscana – Borgo di Castelnuovo in Avane (Arezzo)
  • Umbria – Cesi (Terni)
  • Valle d’Aosta – Fontainemore (Aosta)
  • Veneto – Recoaro Terme (Vicenza)
  • Provincia di Trento – Palù del Fersina (Trento)
  • Provincia di Bolzano – Stelvio (Bolzano)

Attesa per la Linea B

La Linea B, invece, ha una dotazione finanziaria maggiore, arriva a 580 milioni di euro complessivi. Ma è finalizzata alla realizzazione di progetti di rigenerazione sociale e culturale in oltre duecento borghi storici: ognuno dovrebbe ottenere poco più di un milione e mezzo di euro, più un’altra quota se ci si presenta in forma aggregata.

E’ chiaro che la differenza è netta. Perché la Linea A mette sul piatto una cifra praticamente dodici volte superiore a quella della Linea B.