sabato 20 Aprile 2024

Blockchain e tracciabilità, come tutelare la filiera agroalimentare

La blockchain non è soltanto uno strumento utile per quel che riguarda la tracciabilità. Può permettere, infatti, ai produttori di raccontare il proprio prodotto e ai consumatori di conoscerne il valore

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Oggi, ancor più che in passato, i consumatori sono più attenti a cosa acquistano soprattutto se si parla di generi alimentari. Conoscere la provenienza di un prodotto e la storia della filiera può, quindi, fare la differenza sul mercato. Di questi argomenti si è parlato nel corso della conferenza “Blockchain e la tracciabilità nella filiera agroalimentare a tutela del Made in Italy” organizzata alla Camera dei Deputati. 

All’evento, organizzato dall’On. Alessandro Giglio Vigna, presidente della Commissione sulle politiche dell’Unione europea della Camera, hanno partecipato il presidente di Uk Confederation by Confassociazioni, Stefano Potortì, il presidente di High Quality Food, Simone Cozzi, il Comandante Marco Porcedda del Reparto Tutela Agroalimentare nord-ovest dell’Arma dei Carabinieri e il presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana.

Blockchain e tracciabilità per tutelare il made in Italy

La blockchain non è soltanto uno strumento utile per quel che riguarda la tracciabilità. Può permettere, infatti, ai produttori di raccontare il proprio prodotto e ai consumatori di conoscerne il valore. 

Oggi, ci spiega l’On. Vigna, «abbiamo bisogno di dimostrare quanto vale la nostra filiera, quanto è importante e quanto i prodotti che immettiamo sul mercato nazionale e internazionale hanno un percorso di pregio e di eccellenza. E questa tecnologia, di fatto potrà essere la svolta per il nostro settore. Per dimostrare a tutto il mondo quanto valiamo e quanto vale il nostro agroalimentare». 

Inoltre, aggiunge, «come sempre quando si parla di digitalizzazione, questo non deve essere un ulteriore peso sugli imprenditori, in questo caso le imprese agricole, ma la nostra agricoltura ha nel tempo dimostrato di sapersi innovare, fare squadra con se stessa e con gli altri settori per superare i problemi o, come in questo caso, le sfide che il futuro e i tempi moderni ci portano ad affrontare».

Infine, ricordando il tema della tutela del made in Italy nel mondo e del pericolo del cosiddetto Italian Sounding, l’On. Vigna sottolinea anche come la blockchain «è anche un modo per proteggere i nostri prodotti dalla contraffazione».

Certificare la qualità

«La nostra – ricorda Angelo Deiana – è una filiera di grande qualità. Però è chiaro che questa qualità va certificata in tutti i suoi passaggi affinché ci sia quella trasparenza prevista dal codice del consumo per il consumatore finale. E anche capacità consapevoli di effettuare delle scelte. Quindi la blockchain è una tecnologia in grandissima evoluzione. È già traslata dal mondo della finanza a tutta un’altra serie di mondi, con gli smart contract, con la tracciatura del sistema agroalimentare. Crediamo che questo argomento andrà approfondito con ulteriori iniziative perché è importantissimo per il made in Italy».

blockchain e tracciabilità
Un momento della conferenza “Blockchain e la tracciabilità nella filiera agroalimentare a tutela del made in Italy”

Articolo aggiornato in data 6 Febbraio 2024
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