giovedì 25 Luglio 2024

Automobili, in Italia è necessario aggiornare i veicoli circolanti

Favorire l'uso di veicoli con sistemi avanzati di assistenza alla guida, accelerare il processo normativo che abilita i veicoli a guida autonoma e formare i giovani sulle nuove tecnologie di sicurezza sono i punti principali del Rapporto della Fondazione Caracciolo presentato durante la conferenza

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Un parco macchine datato che avrebbe bisogno di un urgente rinnovo. Quattro automobili su dieci in Italia (il 39 per cento) hanno più di 15 anni. È questa la fotografia relativa alla viabilità italiana scattata dall’ACI e dalla Fondazione Caracciolo nel corso della 76esima “Conferenza del traffico e della circolazione”.

Secondo l’Automobile Club d’Italia, nei prossimi anni, sarà necessario sostituire pian piano i veicoli circolanti con modelli più avanzati tra sistemi di assistenza alla guida e auto a guida automatica. Allo stesso tempo servirà digitalizzare le infrastrutture, adeguando manti e segnaletica stradale.

Automobili, i vantaggi della tecnologia

Presso la sede centrale dell’ACI è stato presentato, inoltre, il rapporto della Fondazione Caracciolo dal titolo “L’auto di domani: sicura, sostenibile e accessibile”. Lo studio si concentra su una serie di punti: favorire l’uso di veicoli con sistemi avanzati di assistenza alla guida, accelerare il processo normativo che abilita i veicoli a guida autonoma e formare i giovani sulle nuove tecnologie di sicurezza.

Oggi, infatti, le nuove tecnologie possono essere un valido aiuto per chi è alla guida contribuendo in maniera determinante alla sicurezza stradale. Ad oggi, in Italia, gli errori umani sono responsabili di circa il 90 per cento degli incidenti stradali. Analizzando i dati Aci e Istat relativi agli incidenti negli ultimi 10 anni, in Italia i moderni sistemi di sicurezza avrebbero potuto evitare il 28 per cento degli incidenti frontali, il 21 per cento di quelli laterali e l’11 per cento di incidenti che coinvolgono i pedoni.

Inoltre, secondo le stime della Commissione Europea, nei prossimi 15 anni, i sistemi di assistenza alla guida (Adas) e le funzionalità più avanzate di guida autonoma, potranno salvare oltre 25mila vite ed evitare almeno 140mila lesioni gravi. Tuttavia, in Italia, possono circolare attualmente solo autovetture con sistemi di automazione di livello 1 e 2. La normativa vigente, infatti, non consente ancora l’ingresso sul mercato di mezzi con guida autonoma di livello superiore e le infrastrutture stradali non sono adeguate ai requisiti dei sistemi parzialmente autonomi.

Nuova patente

E poiché le vetture del futuro saranno guidate dagli automobilisti di domani è necessario anche un aggiornamento dell’esame per il conseguimento della patente di guida. I programmi attuali, infatti, sono legati alle vecchie automobili mentre, secondo la Fondazione Caracciolo, dovrebbero includere gli elementi di innovazione già presenti oggi sia in materia di guida assistita e autonoma che di nuovi vettori energetici. 

Una valutazione condivisa anche dal 77 per cento del campione che ha risposto al questionario, concorde sul fatto che i corsi per la patente di guida dovrebbero essere integrati con informazioni sull’uso degli Adas.

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Necessari incentivi per nuove automobili

Un rinnovamento del parco veicoli quindi è necessario, sia per motivi di sicurezza che di tutela dell’ambiente. Purtroppo, attualmente solo lo 0,4 per cento delle auto circolanti sono elettriche. Un dato che difficilmente cambierà di molto nei prossimi anni in quanto la maggioranza delle persone (circa l’85 per cento) ritiene che per i prossimi 10 anni continuerà ad acquistare auto termiche o ibride e soltanto il 14 per cento pensa all’acquisto di un’auto totalmente elettrica. 

Così, nel 2035 la metà delle auto in Italia sarà ancora con motore termico. «Per ridurre, entro il 2050, le missioni inquinanti – spiega l’Aci – si rendono quindi opportuni incentivi economici all’acquisto di modelli di bassa gamma elettrici, ibridi o termici purché ecologici e indirizzati soprattutto alle categorie meno abbienti». 

Tra le possibili soluzioni presentate un leasing sociale da parte dello Stato, come avviene in Francia, con facoltà per le famiglie al minor reddito di usufruire da subito di un’auto più sostenibile pagando un canone mensile ridotto e potendo riscattare l’auto con una rata finale. 

«La mobilità di domani – ha chiarito il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani – sarà un’ecosistema complesso. Per arrivarci occorre lavorare oggi su un insieme di criticità che richiedono sistema integrato di azioni, coordinate da una politica di lungo periodo che favorisca l’evoluzione tecnologica dei veicoli, l’ammodernamento delle Infrastrutture stradali ed energetiche, l’adeguamento della normativa e la diffusione di una nuova cultura della mobilità responsabile e sostenibile per tutti».

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