Atlante Qualivita, un punto di riferimento per le eccellenze italiane

L'edizione 2022 contiene oltre 870 schede informative aggiornate che descrivono in maniera esaustiva tutti i prodotti italiani a Indicazione Geografica. Un'opera che rappresenta un punto di riferimento per la conoscenza delle eccellenze italiane

È stata presentata la nuova edizione dell’Atlante Qualivita. Un volume che contiene al suo interno 876 schede informative aggiornate che descrivono in maniera esaustiva tutti i prodotti italiani a Indicazione Geografica. Nata per raccogliere e valorizzare l’eredità culturale del patrimonio enogastronomico, grazie anche al contributo e all’indirizzo dei Consorzi di tutela DOP IGP, l’Atlante Qualivita 2022 rappresenta un punto di riferimento per la conoscenza delle eccellenze italiane. 

L’opera, giunta all’undicesima pubblicazione è la seconda edita dall’Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani, realizzato dalla Fondazione Qualivita con la collaborazione di OriGIn Italia e AssoDistil. Si tratta, sottolinea Mauro Rosati, Direttore della Fondazione e autore dell’Atlante Qualivita di «un corpus enciclopedico verificato anche da Treccani, con contenuti sistematizzati, aggiornati e consolidati nel tempo per difendere la storia e la veridicità delle informazioni, tutelando le filiere e i cittadini da frodi e imitazioni diffuse in tutto il mondo, come nei casi del Prosék croato e dell’aceto balsamico sloveno emersi negli ultimi mesi». 

I contenuti dell’edizione 2022 dell’ Atlante Qualivita (immagine da Uff. stampa Fondazione Qualivita)

Atlante Qualivita, il contenuto della nuova edizione

Nel volume, composto da 1.056 pagine divise in 4 sezioni – Cibo, Vino, Vini aromatizzati, Bevande spiritose – ognuna delle eccellenze made in Italy tutelate viene descritta dettagliatamente attraverso informazioni tecniche riguardanti metodo di lavorazione, storia, normative, caratteristiche nutrizionali e organolettiche. 

Oltre 500 gli aggiornamenti apportati in questa edizione legati alle modifiche dei disciplinarin e agli aggiornamenti dai Consorzi (240 nella sezione Cibo, 265 nella sezione Vino e 10 nella sezione Bevande Spiritose) oltre all’inserimento di 16 schede di nuovi prodotti registrati: Colatura di Alici di Cetara DOP, Cappero delle Isole Eolie DOP, Mozzarella di Gioia del Colle DOP, Amatriciana Tradizionale STG, Limone dell’Etna IGP, Mele del Trentino IGP, Pistacchio di Raffadali DOP, Pesca di Delia IGP, Olio di Roma IGP, Rucola della Piana del Sele IGP, Pampepato di Terni IGP, Olio Lucano IGP, Provola dei Nebrodi DOP, Südtiroler Schüttelbrot IGP, Pecorino del Monte Poro DOP e Olio di Puglia IGP. 

Inoltre, novità assoluta dell’Atlante Qualivita 2022 è la sezione dedicata ai Vini aromatizzati italiani che entra nell’opera con la scheda del Vermut di Torino IG, storico prodotto italiano adesso tutelato dall’UE. 

DOP Cultura preserva i valori dei territori

L’evento per la presentazione del nuovo volume ha visto la partecipazione del ministro per le politiche agricole Stefano Patuanelli, del Sottosegretario Gian Marco Centinaio e di Paolo De Castro, Europarlamentare e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Qualivita. Con loro anche Gianpaolo Vallardi, Presidente Commissione Agricoltura Senato della Repubblica, Filippo Gallinella, Presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati e Massimo Bray, Direttore Generale Treccani. Gli ospiti hanno espresso le loro opinioni in una tavola rotonda da cui è emerso che la cultura dei territori rurali è alla base del nuovo riposizionamento verde dell’Italia.

Mauro Rosati, direttore di Qualivita, ha ricordato che «si può parlare di DOP Cultura nei territori con una forte identità legata alle Indicazione Geografiche e l’analisi che abbiamo portato avanti in questi anni con la Fondazione ci mostra come, in tali contesti, le DOP IGP hanno preso parte al consolidamento della cultura civica e del capitale sociale inteso come l’insieme delle reti associative basate sullo sviluppo di norme e relazioni di fiducia nelle comunità. In questi anni in cui si è affermata la DOP Economy che ha fatto da traino allo sviluppo locale e all’internazionalizzazione del made in Italy, parallelamente la DOP Cultura ha mantenuto vivi i valori culturali dei territori che rappresentano una leva per la transizione green del nostro Paese».

Dop Cultura
(Immagine da Uff. Stampa Fondazione Qualivita)

Punto di riferimento del patrimonio alimentare

Inoltre, al termine della tavola rotonda, Riccardo Cotarella (Presidente Assoenologi – Comitato Scientifico Fondazione Qualivita) e Massimo Montanari (Professore di Storia e cultura dell’alimentazione – Università di Bologna) hanno tenuto due lectio magistralis sul profondo legame tra le produzioni agroalimentari e vitivinicole e il loro luogo di origine.

«I nostri prodotti di eccellenza – ha poi affermato il ministro Patuanelli – sono frutto di tradizioni, territori e comunità agricole e sono convinto che questo accurato censimento dei prodotti DOP, IGP e STG rappresenti un punto di riferimento per la conoscenza del nostro patrimonio alimentare che è alla base della promozione delle caratteristiche delle produzioni made in Italy nel mondo e contemporaneamente ne consente la trasmissione nel tempo, tramite l’educazione alimentare rivolta alle nuove generazioni».