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Assunzioni, a giugno il numero dei contratti è più alto del 2019

Ci sono i primi segnali di ripresa nel mondo del lavoro. A trainare tutti gli altri settori è il comparto del manifatturiero insieme a turismo, commercio e costruzioni che trainano

assunzioni, a giugno aumentano i contratti di lavoro

Il mondo del lavoro manda segnali di ripresa. Infatti, secondo quanto riportato dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, di Unioncamere e Anpal, le imprese stanno aumentando la ricerca di personale. Questo mese, i numeri delle assunzioni potrebbero superare quelli di giugno 2019, nel periodo pre-pandemia. 

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Entrando nel dettaglio, sono più di 560mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese a giugno. E salgono a quasi 1,3 milioni, avendo come orizzonte previsionale l’intero trimestre giugno-agosto. Questi dati fuoriescono da un’indagine effettuata su un campione di 115mila imprese contattate tra il 21 aprile e il 6 maggio 2021.

assunzioni, tabella lavoratori previsti in entrata

Aumentano le assunzioni

Secondo il rapporto, l’industria programma a giugno 163mila entrate (36mila assunzioni in più rispetto al mese scorso) e 378 mila nel trimestre. Inoltre, saranno circa 397mila i contratti di lavoro offerti dal settore dei servizi nel mese in corso (+134mila assunzioni) e oltre 900mila quelli previsti per il trimestre. Nel 56 per cento dei casi saranno contratti a tempo determinato, nel 19 per cento a tempo indeterminato, nel 10 per cento in somministrazione e nel 5 per cento in apprendistato. Altre tipologie riguarderanno il restante 10 per cento dei contratti. Aumenta anche la quota di imprese che programmano assunzioni passando dal 12 per cento di maggio al 15 per cento di giugno. 

A trainare la domanda di lavoro sono i principali comparti dell’industria manifatturiera. Nel settore sono circa 106mila le entrate complessive programmate per giugno. Tra i comparti più dinamici ci sono le industrie alimentari (67mila entrate, +60,1 per cento sul mese scorso), le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (55mila entrate, +49,1 per cento) e le industrie meccaniche ed elettroniche (52mila entrate, +15,4 per cento). 

Turismo ok ma non troppo

Riparte anche la filiera turistica con 99mila entrate  pari a un +48,2 per cento sul mese precedente. Questo grazie anche ai contratti stagionali da attivare per il periodo estivo, il commercio, che prevede 84mila assunzioni (+83,2 per cento in un mese), i servizi alle persone con 73mila assunzioni (+46,6 per cento) e le costruzioni con 58mila ingressi programmati (+25,6 per cento). 

Le previsioni sul recupero dell’economia italiana e le tendenze positive in consolidamento dei mercati internazionali sono del resto confermate anche dalle valutazioni fornite dalle imprese che hanno risposto ai questionari Excelsior. Il 19,8 per cento prevede un aumento della produzione nel trimestre giugno-agosto rispetto al trimestre precedente a fronte del 13,1 per cento che invece si attende una flessione, registrando quindi un saldo positivo pari a 6,7 punti percentuali. Questo quadro favorisce un cambio di passo nei programmi di assunzione che arrivano a superare anche i livelli pre-Covid. Rispetto a giugno 2019, infatti, sono 87mila le entrate complessive programmate in più (pari a +18,4 per cento). Fanno però eccezione le imprese del turismo che formulano previsioni ancora lontane dai livelli occupazionali pre-crisi (-26mila ingressi a giugno) e -77mila nel trimestre giugno-agosto) e quelle della comunicazione (-2mila assunzioni a giugno e -6mila nel trimestre). 

Infine, si attesta complessivamente ancora al 31 per cento la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento. In particolare la ricerca di figure professionali più qualificate.

Figure poco reperibili

Le figure più difficili da reperire, oltre a quelle dirigenziali (52 per cento), sono gli operai specializzati (45,9 per cento), i tecnici (44,1 per cento) e le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (42,5 per cento). Per la ripresa le imprese puntano soprattutto su profili con elevate competenze che, però, fanno fatica a trovare sul mercato del lavoro. Rispetto a giugno 2019 cresce del 95,2 per cento la domanda di tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni per cui si registra una difficoltà di reperimento del 62,6 per cento.

Molto ricercati e difficilmente reperibili anche i tecnici specializzati nella gestione dei processi produttivi (+82 per cento le assunzioni previste rispetto a giugno 2019 e una difficoltà di reperimento del 61,6 per cento). Allo stesso modo gli operai addetti alle rifiniture delle costruzioni (+127 per cento le assunzioni e difficoltà di reperimento del 54,3 per cento), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria (+94,3 per cento e una difficoltà di reperimento del 72 per cento). Anche per le professioni sanitarie si registra la stessa problematica. Un aumento del 56,1 per cento delle entrate programmate rispetto a giugno 2019 e una difficoltà di reperimento del 42,6 per cento.

A livello territoriale sono le regioni del Nord Ovest a mostrare un maggior dinamismo (+31.110 entrate programmate rispetto a giugno 2019), seguite dal Nord Est (+20.290), Sud e isole (+18.650) e Centro (+16.860).

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