sabato 20 Aprile 2024

Arrivo della neve, un “respiro” per le campagne italiane

La caduta della neve dopo mesi di caldo anomalo aiuta l’agricoltura in quanto garantisce un apporto d’acqua alle campagne

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L’arrivo della neve è una manna per le campagne colpite dalla siccità dopo un lungo periodo di caldo anomalo. Le alte temperature hanno provocato i primi segnali di deficit idrico che, accompagnati alla scarsità di neve in diversi settori dell’arco alpino e su gran parte della dorsale appenninica, hanno fatto scattare l’allarme. 

È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’arrivo della perturbazione con l’allerta meteo della protezione civile su alcuni settori di Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Toscana.

«Importante è però – sottolinea la Coldiretti – che il cambiamento climatico sia progressivo senza ondate di freddo estremo e gelate improvvise ma anche manifestazioni violente che distruggono le coltivazioni e le infrastrutture. Le precipitazioni – precisa l’associazione – sono importanti per ripristinare le scorte di acqua sulle montagne, negli invasi, nei laghi, nei fiumi e nei terreni asciutti.  La pioggia però deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti».

Arrivo della neve, un bene per l’agricoltura

«L’arrivo della neve in questa stagione – precisa la Coldiretti – aiuta l’agricoltura, secondo il vecchio adagio contadino “sotto la neve il pane”, perché garantisce acqua alle campagne. Mentre il freddo è necessario per fermare le popolazioni di insetti, dannose per le colture, che potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera».

La situazione è difficile a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola dal Piemonte alla Sicilia. Sulle Alpi torinesi manca l’80 per cento della neve necessaria per creare le scorte idriche per consentire alle coltivazioni di crescere. In Sicilia le precipitazioni sono state le più scarse da oltre cento anni nel secondo semestre dell’anno secondo il Servizio informativo agrometeorologico regionale.

Svolta climatica necessaria

La Coldiretti sottolinea quindi come la svolta climatica rappresenti una necessità in seguito a un 2023 bollente segnato da precipitazioni sotto la media, ma con circa 9 eventi estremi al giorno. Questi hanno provocato oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura nazionale tra coltivazioni e infrastrutture con grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento.

grandine

Preservare l’agricoltura

«L’agricoltura italiana è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli» afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. 

«Un obiettivo che – continua Prandini – richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm. Servono – conclude il presidente della Coldiretti – investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque con un sistema diffuso di piccoli invasi che possano raccogliere l’acqua in eccesso per poi distribuirla nel momento del bisogno».

Articolo aggiornato in data 6 Gennaio 2024
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