Alia: «Trasformeremo rifiuti in compost e biometano»

Dalle colline del Chianti non solo vino, ma anche biometano e compost di qualità: a Montespertoli, comune dell’hinterland fiorentino, si sta ultimando il più grande biodigestore d’Italia, impianto di raccolta e trattamento di rifiuti organici che si trasformano in gas naturale

È conto alla rovescia per il taglio del nastro del biodigestore dei record. Ancora pochi mesi e l’impianto di Montespertoli in provincia di Firenze, attualmente il più grande d’Italia, arriverà a compimento ed inizierà a produrre biometano e compost dagli scarti alimentari e agricoli conferiti in questa struttura. A pieno regime il biodigestore fiorentino gestito da Alia, società che si occupa dei servizi ambientali della Toscana centrale, arriverà a produrre undici milioni di metri cubi di metano naturale e 25.000 tonnellate di compost destinato a fertilizzare campi, orti e vigne. 

I lavori, finanziati da Alia con 30 milioni di Euro, sono partiti nel 2020 ma hanno avuto diversi stop causati dalla pandemia da Covid-19. Ora sono al rush finale con l’ampliamento del preesistente impianto di compostaggio di Montespertoli, che è stato anche dotato delle ultime tecnologie in campo di recupero e lavorazione della frazione organica delle immondizie. 

Alia, un impianto innovativo e sicuro

All’orizzonte c’è quindi un innovativo biodigestore che promette di funzionare in totale sicurezza. Tutta la procedura di trasformazione dei rifiuti avverrà al chiuso, in ambiente sigillato, senza produrre emissioni in atmosfera. 

«Si tratta, in sostanza, di un ammodernamento tecnologico del già presente impianto di compostaggio, che diventerà ancora più efficiente, migliorando le opportunità di riciclo dei rifiuti organici e biodegradabili, producendo carburante pulito, senza emissioni – spiegano i responsabili di Alia -. Grazie al biodigestore, i rifiuti organici differenziati nelle nostre case, attraverso un avanzato processo produttivo, saranno trasformati in biometano, con benefici per la qualità dell’aria e dell’ambiente. La digestione anaerobica è un processo biologico naturale per mezzo del quale, in carenza di ossigeno, la sostanza organica diventa biogas».

Alia, biodigestore di Montespertoli
Render del biodigestore di Alia a Montespertoli, in fase di realizzazione

Quando i rifiuti diventano fonti rinnovabili

Ingerirà rifiuti e sfornerà combustibile e fertilizzanti, riducendo la percentuale di organico conferito in discarica e liberando i mezzi di raccolta dell’immondizia di Alia dalla schiavitù del pieno di gasolio. I camion dell’azienda saranno, infatti, alimentati con il biometano prodotto direttamente dai rifiuti che trasporteranno. È questo, in sintesi, il primo ambizioso obiettivo del progetto del biodigestore di Montespertoli, che strizza l’occhio anche al comparto agricolo visto che dai medesimi rifiuti si otterrà fertilizzante di alta qualità; il materiale “digestato”, che avrà dato precedentemente origine al biogas, verrà poi miscelato con sfalci e potature per essere avviato alla fase di compostaggio, e dare infine vita al compost. 

«Questo sviluppo permetterà ad Alia di avere autosufficienza per il recupero della frazione organica, anche in previsione delle trasformazioni dei servizi di raccolta – concludono i responsabili dell’azienda fiorentina -, rispondendo quindi in maniera ecologicamente sostenibile al problema della gestione dei rifiuti ed incrementando posti di lavoro sul territorio».