sabato 24 Febbraio 2024

Agenzia Dire, sit-in di protesta contro i licenziamenti

Un sit-in di protesta e uno sciopero per chiedere il ritiro di 14 licenziamenti e 17 sospensioni dal lavoro. Questa la mobilitazione organizzata dai giornalisti dell’Agenzia Dire di fronte la sede centrale dell’agenzia a Roma. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno delle associazioni di categoria e di esponenti del mondo politico

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Giornalisti e esponenti del mondo politico si sono radunati questa mattina alle 11 sotto la sede dell’Agenzia Dire a Roma. Un sit-in di protesta, che ha visto una nutrita partecipazione, per chiedere il ritiro di 14 licenziamenti e 17 sospensioni dal lavoro, comunicate agli interessati nella tarda serata del 31 dicembre.

Oggi, infatti, i cronisti dell’agenzia romana sono in sciopero insieme ai colleghi grafici e quindi ai rispettivi CdR ed Rsa. Una manifestazione che ha visto presenti a esprimere solidarietà il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, insieme ad alcuni esponenti del mondo politico tra cui il presidente del M5S, Giuseppe Conte, il portavoce di Europa Verde e deputato di AVS, Angelo Bonelli e l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative del comune di Roma Capitale, Andrea Tobia Zevi.

Agenzia Dire, i motivi della protesta

Giornaliste e giornalisti dell’Agenzia Dire hanno sottolineato i motivi che hanno portato a questa protesta: «Dopo i 14 licenziamenti immotivati e illegittimi di Natale, nella notte del 31 dicembre l’amministrazione della Com.e, società editrice dell’Agenzia Dire, ha comunicato tramite mail a 17 giornalisti della sede di Roma la sospensione dal lavoro con effetto immediato e senza retribuzione. Un atto gravissimo e senza alcun precedente e fondamento giuridico, oltre che assurdo per tempi e modi».

Per questo l’Associazione Stampa Romana insieme a SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL del Lazio hanno chiesto, in una nota congiunta, la «revoca degli illegittimi licenziamenti e delle infondate  sospensioni dei giornalisti, confronto immediato della proprietà con tutti i sindacati per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda, iniziative di governo e Parlamento per garantire alla Dire, come a tutte le altre agenzie di stampa nazionali, le risorse indispensabili per mantenere viva una voce essenziale per il pluralismo dell’informazione primaria».

Il sostegno della Fnsi

Al presidio erano presenti anche il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana Vittorio di Trapani, il segretario aggiunto Matteo Naccari, Maurizio Di Schino, componente della Giunta esecutiva, il segretario dell’Usigrai Daniele Macheda, il segretario di Stampa Romana Stefano Ferrante e il presidente dell’Associazione Stampa Emilia-Romagna, Paolo Amadasi. 

«Fnsi – si legge in una nota –  sempre al fianco dei giornalisti della Dire che oggi, in concomitanza con l’ennesima giornata di sciopero per chiedere all’azienda di ritirare i licenziamenti e fermare le sospensioni dei colleghi, hanno dato vita a un sit-in davanti alla sede della redazione romana dell’agenzia. Il sindacato dei giornalisti chiede al sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, e alle istituzioni nazionali e regionali di intervenire per far sì che la proprietà ritiri i provvedimenti e torni a confrontarsi costruttivamente con tutte le parti in causa per uscire da questa crisi».

agenzia dire, protesta dei giornalisti
Un momento del sit-in di protesta di fronte la sede dell’Agenzia Dire

Giuseppe Conte, M5S

Al sit-in di protesta il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha affermato: «Parliamo di un’azienda particolare, una testata giornalistica, un’agenzia di stampa e oggi c’è un problema nel nostro Paese di pluralismo. Stiamo andando verso una concentrazione oligopolistica, e io come leader di una forza politica lo devo assolutamente denunciare». 

Conte, ha quindi ribadito l’importanza di preservare il pluralismo: «Più testate ci sono, quante più testate fanno capo a più editori questo garantisce quel minimo di pluralismo che poi salvaguarda anche la qualità della nostra democrazia. Ci batteremo e siamo affianco alle lavoratrici e lavoratori della Dire – ha sottolineato – e ci batteremo affinché questa testata possa avere un futuro stabile e certo e possa potenziare anzi la sua mission che e’ quella di una informazione libera e indipendente e ci batteremo anche affinché le altre testate possano conservare questo».

Angelo Bonelli, AVS

Anche il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, si è espresso in favore dei giornalisti dell’agenzia. «Siamo qui per l’Agenzia Dire – ha spiegato -. Ci sono stati 14 licenziati, 17 sospesi. Un fatto molto grave per cui chiediamo al governo di intervenire, su cui Alleanza Verdi Sinistra dà la propria solidarietà e il proprio sostegno politico». 

Inoltre, ha aggiunto, «non dimentichiamo anche quello che sta accadendo all’Agi dove il senatore Angelucci vorrebbe rilevare l’agenzia, il cosiddetto re delle cliniche private, della Lega. Un problema molto serio di un governo che con la legge bavaglio vuole impedire ai giornalisti di fare il proprio lavoro e una maggioranza che attraverso la proposta di legge di Mollicone vorrebbe censurare chi critica la comunità della destra sul web. Questa non è l’Ungheria di Orban. Questa è l’Italia e non possiamo tornare indietro nel passato».

L’appoggio del Partito Democratico

Il sostegno del Partito democratico arriva tramite una nota di Sandro Ruotolo, responsabile informazione della Segreteria Nazionale del PD e Andrea De Maria, deputato PD. «La crisi aziendale che ha investito l’Agenzia di stampa Dire ha conosciuto un ulteriore aggravamento con la decisione della società editrice, Com.e, di procedere al licenziamento di 14 dipendenti. Il Dipartimento dell’editoria della Presidenza del Consiglio ha sospeso l’erogazione dell’ultima tranche dei fondi pubblici per il 2023, nonché la ammissione della Dire al nuovo bando di finanziamento pubblico. La stessa azienda editrice, nella notte di Capodanno, con una mail inviata alle ore 22, ha sospeso altri 17 dipendenti con una iniziativa peraltro palesemente non rispondente ai contratti di lavoro in essere».

Inoltre, la nota ricorda le prossime azioni che il Pd intende mettere in atto. «La Dire rappresenta un riferimento fondamentale per il nostro sistema dell’informazione, una voce libera e di qualità che va salvaguardata. Riteniamo che non debbano essere lavoratori di grande professionalità a pagare per le scelte di altri. Abbiamo presentato, come Partito Democratico, una interrogazione alla Camera, a firma di Andrea De Maria, Piero De Luca e Piero Fassino Chiediamo quali iniziative intenda assumere il Governo per favorire la continuità aziendale e la salvaguardia del posto di lavoro per tutti i dipendenti e come intenda agire per consentire la erogazione dei finanziamenti pubblici sospesi, nonché l’accesso ai bandi 2024».

Cgil e Slc Cgil: «Irrinunciabile la continuità occupazionale lavoratori Agenzia Dire»

«La continuità occupazionale di tutti i dipendenti è obiettivo irrinunciabile. Le risorse del Fondo straordinario di sostegno all’Editoria per il 2024 possono evitare che la proprietà penalizzi le forze produttive». Lo sostengono con forza Cgil e Slc Cgil, presenti al sit-in di protesta dei lavoratori dell’agenzia di stampa nazionale Dire contro i licenziamenti e le sospensioni dall’attività. 

«Ai giornalisti a rischio lavoro vanno la nostra solidarietà e il nostro sostegno concreto», ha dichiarato la segretaria nazionale Slc GiuliaGuida, che ha espresso anche la preoccupazione circa la sorte dei grafici della stessa testata. «Scongiuriamo che la proprietà riversi anche sui grafici provvedimenti immotivati ed insensati», ha detto la dirigente sindacale con riferimento ai circa trenta addetti tra Roma e Bologna a cui scadrà il contratto di solidarietà a fine mese.

Un rischio che il sindacato vuole allontanare chiamando in causa anche il Governo. «Il sottosegretario Barachini deve intervenire – ha aggiunto Guida – e noi siamo pronti ad incontrarlo anche oggi stesso». Una formale richiesta in tal senso è infatti partita a firma Slc Cgil insieme alle analoghe categorie di Cisl e Uil. «È inaccettabile che siano i lavoratori a pagare per gli errori della precedente e dell’attuale gestione e oggi tutelarli, chiedendo l’immediato ritiro dei licenziamenti e delle sospensioni, significa difendere il pluralismo dell’informazione, sotto evidente attacco nel Paese. Da quarant’anni l’agenzia Dire è una voce autorevole – hanno ricordato infine Guida e il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo – e non si può perciò ridimensionarla. Significherebbe comprimere gli spazi di democrazia e pluralismo, fondamenti di un’informazione libera».

agenzia dire, partecipanti al sit-in di protesta
I partecipanti al sit-in di protesta di fronte la sede dell’Agenzia Dire a Roma

Articolo aggiornato in data 8 Gennaio 2024
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