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Napoli Toledo, la stazione della metropolitana più bella del mondo

Inserita in alcune classifiche internazionali, questa fermata è considerata la più bella d’Europa e del mondo ed è inserita all’interno di un circuito denominato le Stazioni dell’arte. Come anche la nuova stazione Duomo in piazza Nicola Amore

Napoli Toledo, il mosaico di William Kentridge
Un dettaglio del mosaico di William Kentridge nella stazione metro Toledo

La bellezza di Napoli è famosa in tutto il mondo. Dai suoi monumenti, allo spettacolare lungomare fino ad alcuni dei piatti più famosi della cucina italiana. Eppure, oltre a tutto questo, a rendere il capoluogo della Campania famoso nel mondo c’è anche la sua metropolitana. In particolare, parliamo della stazione di Napoli Toledo, inserita in alcune classifiche internazionali (dal Daily Telegraph alla CNN) tra le più belle metropolitane del mondo. E non finisce qui. Perché la città si prepara al raddoppio.

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Infatti, tra i cantieri ancora aperti, c’è quello della fermata Duomo a Piazza Nicola Amore. Un progetto curato dall’archistar italiana Massimiliano Fuksas. E anche qui, come per la stazione di Napoli Toledo, antico e moderno si “fondono” in un’unica struttura. Vediamo, quindi, quali sono i particolari che hanno portato la metropolitana di via Toledo a essere ritenuta la più bella d’Europa. La stazione fa parte di una serie di fermate inserite in un circuito denominato le “Stazioni dell’arte”. Il motivo di questa scelta è dato dalla particolare attenzione agli ambienti coniugando insieme il trasporto pubblico con elementi d’arte antica e moderna.

Napoli Toledo, resti delle mura aragonesi
Alcuni resti delle mura aragonesi nel mezzanino della fermata Toledo

Napoli Toledo, perché è la fermata più bella d’Europa?

A rendere così particolare questa fermata della metropolitana, realizzata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets, sono, soprattutto, i suoi reperti archeologici diventati un tutt’uno con la struttura. Durante gli scavi per la realizzazione della nuova stazione metropolitana, infatti, sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti ad epoche da quella preistorica all’età moderna. Questi, ora, sono visibili dall’entrata e lungo il percorso che porta i viaggiatori alla banchina dei treni. Come alcuni resti dell’antica fortificazione della città, risalente all’età aragonese e visibile nel mezzanino. Qui, inoltre, si trova un grande mosaico realizzato dall’artista sudafricano William Kentridge. L’opera, intitolata “Ferrovia Centrale per la città di Napoli 1906”, è composta da 16 figure, tra cui lo stesso autore e San Gennaro, con alcune immagini del Vesuvio e dei progetti di inizio ‘900 sulla ferrovia partenopea. 

Scendendo verso i binari, situati quattro piani più in bassi, all’inizio delle scale mobili si trova una seconda opera di Kentridge, stavolta ispirata da un mosaico di Pompei, con alcuni riferimenti alla Napoli del 1799. Da qui, si arriva alla cosiddetta “Galleria del mare” dell’artista Robert Wilson. È composta da alcuni mosaici a tema marino per poi proseguire, nel corridoio che porta ai binari, con dei pannelli raffiguranti un mare increspato dalle onde. Tutta la struttura, invece, è attraversata dall’opera “Crater de luz” di Oscar Tusquez. Si tratta di un gigantesco cono con all’interno una serie di Led di luce azzurra che danno vita a uno spettacolo cromatico, ideato da Robert Wilson, fuori dal comune.

La cupola di vetro e il tempio romano

Da uno spettacolo a un altro. Anche la fermata Duomo, infatti, promette di essere un vero e proprio capolavoro pronto a detronizzare Napoli Toledo. La sua particolarità? Una gigantesca cupola di vetro progettata dall’architetto Massimiliano Fuksas. La struttura andrà a ricoprire uno dei ritrovamenti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Si tratta del tempio fatto costruire dall’imperatore Augusto per i giochi Isolimpici dell’anno 2 d.C. Purtroppo, per il momento, napoletani e turisti dovranno “accontentarsi” di poter vedere solo l’interno della stazione o alcuni render, di quello che sarà l’opera una volta ultimata, sul sito dello studio Fuksas.

Napoli, uno dei render della fermata Duomo
Uno dei render della cupola di vetro della fermata Duomo (immagine da www.fuksas.com)

Inaugurata lo scorso agosto, infatti, la fermata Duomo è fruibile per i passeggeri, mentre il cantiere esterno non è ancora stato rimosso. Attualmente il termine previsto per la fine dei lavori è di almeno due anni in attesa che terminino gli scavi. Quindi, in attesa del nuovo gioiello moderno della città partenopea, ci si può “accontentare” della meravigliosa stazione di Napoli Toledo.

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