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Lockdown Italia, ragazza a Pompei con la mascherina
Foto di Pablo Esparza/Heraldo de México

Chiamatelo come vi pare: lockdown oppure confinamento, come la lingua italiana vorrebbe. Fatto sta che i giorni che vanno dal 9 marzo al 18 maggio del 2020 (ma anche i successivi) non saranno mai dimenticati da chi li ha vissuti nel nostro Paese. L’Italia ai tempi della pandemia è stata “cristallizzata” da alcuni fotografi internazionali. Da qui è nata l’idea di dare vita ad una mostra che si intitola, appunto, Lockdown Italia.

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E’ a cura dell’Associazione della Stampa Estera in Italia con il supporto organizzativo di Zètema Progetto cultura. La mostra Lockdown Italia si trova ai Musei Capitolini di Roma (Palazzo dei Conservatori, Sale terrene). Porte aperte dall’8 ottobre fino all’1 novembre.  Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Lungo il percorso espositivo più di 70 foto di 30 fotografi diversi, alcuni facenti parte delle agenzie Reuters, AP e AFP.

Lockdown Italia, bambina con monopattino a Piazza Navona
Foto di Esma Cakir/Agenzia DHA

Lockdown Italia è un viaggio fotografico 

Lockdown Italia, turisti con mascherina visitano la Sala di Costantino nel giorno della riapertura dei Musei Vaticani
Foto di Eric Vandeville/Abaca Press

Lockdown Italia si può definire un lungo racconto che attraversa l’Italia nei momenti «dalle prime drammatiche chiusure al crescente stato di sofferenza del Paese; della resistenza composta dell’intera comunità fino alla lenta ripresa delle attività», si legge nel comunicato ufficiale.

Di più. «Un viaggio fotografico dedito alla documentazione storica e che, al contempo, vuole rendere omaggio al coraggio e alla resilienza dimostrata dagli italiani nei giorni più difficili della pandemia. Nonché ai professionisti del mondo dell’informazione che sono andati in prima linea per documentarla, anche a proprio rischio e pericolo».

Le tre fasi della mostra 

Nella prima parte di Lockdown Italia emerge con forza la drammaticità del momento storico con le immagini delle terapie intensive e della sofferenza di medici e infermieri. Poi si passa al silenzio imposto dal confinamento, alle strade e alle città svuotate dal traffico, dai turisti e dalla vita di tutti i giorni.

Nella seconda parte del percorso si torna a vedere la “luce” della rinascita con le immagini di una popolazione che reagisce e che torna a una vita quasi normale e con nuove regole (distanziamento e mascherine). Mentre nella terza e ultima parte c’è una sezione dedicata al lavoro dei reporter in tempo di pandemia.

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