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Breath Ghost Blind, dettaglio di Breath
Dettaglio di Breath (foto di Antonietta Maria Strati)

Respiro, fantasmi e cecità, “Breath Ghost Blind”, sono i temi, e il nome, dell’ultimo lavoro di Maurizio Cattelan, uno dei più noti artisti italiani nel mondo. E stavolta la notizia non riguarda soltanto la sua nuova esposizione, ma anche il luogo della mostra: il Pirelli HangarBicocca di Milano. Sono infatti più di 10 anni che Cattelan è assente, artisticamente parlando, dal capoluogo lombardo.

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Anche quest’ultima esposizione, come altre sue opere (dalla “Nona ora” a “Love” fino ad “America” e “Comedian”) è destinata a spiazzare lo spettatore e far riflettere allo stesso tempo. Si tratta, si legge nel comunicato di presentazione della mostra, di «una visione della storia collettiva e personale attraverso una rappresentazione simbolica del ciclo della vita. Nel coniugare nuove opere con la riconfigurazione di un lavoro storico, la mostra si sviluppa in una sequenza di atti distinti che affrontano temi e concetti esistenziali come la fragilità della vita, la memoria e il senso di perdita individuale e comunitario». 

Breath Ghost Blind, la seconda opera Ghost
Ghost di Maurizio Cattelan (foto di Antonietta Maria Strati)

Le tre sale dell’esposizione

Prima opera: Breath

Lo spazio espositivo, curato da Roberta Tenconi e Vicente Todolí, è un racconto in tre capitoli, o meglio «una drammaturgia in tre parti». Il nome scelto per l’esposizione, “Breath Ghost Blind”, rappresenta le tre opere esposte. Nella prima sala ecco il respiro, “Breath”. Si tratta di una scultura in marmo di Carrara che raffigura una persona, che potrebbe essere un senzatetto, sdraiata a fianco a un cane. I due soggetti sono già stati utilizzati in passato in altre opere dell’artista, ma questa è la prima volta che vengono presentati in un unico soggetto. Il titolo dell’opera nasce dalla situazione che vede i due personaggi ritrovarsi a condividere una funzione vitale: il respiro. «Evocato anche dalla loro posizione, il momento generativo simboleggiato dal respiro può richiamare nell’osservatore il ciclo della vita». 

Breath, Ghost, Blind
Breath, prima opera dell’esposizione (foto di Antonietta Maria Strati)

Seconda opera: Ghost

La seconda sala accoglie “Ghost”, secondo capitolo della narrazione. Migliaia di piccioni in tassidermia distribuiti lungo tutto lo spazio delle Navate, tra i pilastri e le pareti dell’edificio quasi ad osservare dall’alto gli spostamenti dei visitatori. L’opera riprende un precedente lavoro di Cattelan, “Tourist”, esposto alla Biennale di Venezia del 1997. «Nel loro insieme – si legge sulla presentazione – i piccioni suggeriscono anche l’immagine di una folla indistinta, colonizzatori di uno spazio che reclamano con il potere silenzioso della loro presenza, affermando un forte senso di comunità e appartenenza. Per un gioco di rovesciamenti, l’osservatore diventa così a sua volta l’intruso nella stanza e viene messo di fronte alla propria individualità». Il nome dell’opera, “Ghost”, suggerisce «immagini indistinte di possibili predecessori che hanno abitato quello spazio. Amplificando la percezione del volume dell’ambiente che la ospita, l’installazione è come sospesa in un limbo tra le altre due opere in mostra».

Breath, Ghost, Blind
Dettaglio della seconda opera dell’esposizione, Ghost (foto di Antonietta Maria Strati)

Terza opera: Blind

Infine, l’ultimo lavoro, “Blind”, nasce specificamente per questa esposizione. La scena appare gradualmente agli spettatori che raggiungono l’area espositiva del Cubo da quella delle Navate. Se dapprima sembra di vedere soltanto un monolite che si staglia nello spazio, avvicinandosi si nota la sagoma di un aereo incorporata alla sua sommità. Si tratta di una sintesi della tragedia dell’11 settembre. Un’unica torre fusa insieme all’aereo nel momento dello schianto. «Attraverso Blind, Cattelan cristalizza un momento che in pochi minuti ha fatto crollare fisicamente e simbolicamente un’icona della città di New York, che fin dalla sua costruzione aveva attirato l’attenzione di altri artisti come il funambolo Philippe Petit, che nel 1974, sospeso nel vuoto, camminò lungo un cavo di acciaio fra le due Torri Gemelle». Il titolo dell’ultima installazione, Blind, insinua «il dubbio a chi si riferisca l’incapacità di vedere, e forse alludendo alla condizione attuale degli esseri umani». 

Breath, Ghost, Blind
Blind, terza opera dell’ultima esposizione di Maurizio Cattelan (foto di Antonietta Maria Strati)

Alcune informazioni

L’ultima fatica artistica di Maurizio Cattelan, “Breath Ghost Blind”, inaugurata il 15 luglio, rimarrà in esposizione presso gli spazi del Pirelli HangarBicocca fino al 20 febbraio 2022. L’apertura al pubblico per le visite va dal giovedì alla domenica dalle 10,30 alle 20,30. L’ingresso è gratuito con prenotazione attraverso la pagina dedicata del museo.

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