Tecnologia, la pandemia cambia l’opinione degli italiani sul digitale

L'Italia, rispetto ad altri Paesi d'Europa, ha visto crescere maggiormente l'uso dell'online a causa del lockdown e delle limitazioni introdotte per combattere il Covid-19. Inoltre, è aumentata la considerazione dei cittadini verso la prevenzione

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Gli italiani amano la tecnologia, soprattutto in tempo di Covid. È quanto emerge da uno studio realizzato da Deloitte e presentato durante la quarta edizione dell’Innovation Summit. Secondo la ricerca, l’Italia sopravanza Francia e Regno Unito nell’utilizzo delle tecnologie digitali, diffuse tra quasi il 90 per cento della popolazione. 

Uno scenario cresciuto dall’inizio della pandemia, per via delle tante limitazioni, come il lockdown, che hanno visto gli italiani rivolgersi maggiormente al digitale. Soprattutto, è aumentata negli anziani la predisposizione verso questi mezzi. Il 59 per cento dei pensionati, infatti, ha affermato di non trovare così complicate le innovazioni del mondo digitale.

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Più acquisti e operazioni bancarie

La ricerca è stata effettuata su un campione di oltre 6mila cittadini europei e integrata con le opinioni di rappresentanti e manager di 20 imprese in diversi settori industriali. 

Dai risultati emerge come il 34 per cento degli italiani abbia utilizzato i portali online per acquistare beni non di prima necessità durante il lockdown, mentre il 32 per cento ha iniziato a utilizzare i servizi di e-banking. 

Insomma, di necessità virtù. Il lockdown e la necessità di evitare contatti e assembramenti a causa della pandemia hanno contribuito a diffondere in Italia l’uso della tecnologia ben più che nel resto d’Europa. Da noi, infatti, la crescita ha raggiunto il 90 per cento, contro il 77 per cento registrato in Francia e nel Regno Unito. 

Le problematiche riscontrate

Tuttavia, non sono solo rose e fiori. Infatti, allo stesso tempo, gli intervistati hanno riconosciuto alcune problematiche. Su tutte quello relativo alla connettività.

Almeno il 50 per cento degli intervistati, ha dichiarato di aver riscontrato problemi con l’accesso alla connettività veloce. Un altro disagio è quello relativo al settore didattico. Con gli istituti scolastici chiusi per prevenire i contagi, gli studenti hanno utilizzato la didattica a distanza per seguire le lezioni. Tuttavia, secondo il 49 per cento l’accesso digitale ai servizi scolastici non è stato ben supportato. Infine, la terza problematica evidenziata riguarda le strutture sanitarie. Il sistema di condivisione dei dati è stato criticato dal 46 per cento del campione. Critiche anche per il sistema di monitoraggio della popolazione che non è stato in grado, secondo il 44 per cento, di contenere efficacemente il contagio.

Sviluppi futuri

In futuro, quindi, gli italiani auspicano un concentramento delle risorse verso due settori in particolare: quello della salute e della mobilità. Dall’inizio dell’emergenza, infatti, l’utilizzo dei mezzi pubblici è radicalmente cambiato. Per il 65 per cento degli italiani è necessario intervenire sul distanziamento all’interno dei mezzi pubblici (rispetto al 50 per cento degli intervistati all’estero). Inoltre, il 61 per cento, vedrebbe favorevolmente un monitoraggio e un contingentamento degli ingressi (contro il 45 per cento registrato all’estero). Allo stesso tempo l’aumento dell’uso di mezzi privati, come l’automobile, è salito del 39 per cento ed è cresciuto anche il numero di quanti scelgono modi più ecosostenibili per spostarsi come la bicicletta (+ 19 per cento).

La pandemia, ha fatto crescere l’attenzione verso le iniziative di prevenzione. In questo caso, secondo gli intervistati, bisognerebbe usare la tecnologia per le diagnosi e per migliorare le cure. Nonostante la maggioranza degli italiani preferisca sempre essere visitato direttamente dal medico, il 65 per cento sarebbe pronto a utilizzare app di diagnosi e monitoraggio della salute. E il 60 per cento valuterebbe favorevolmente l’utilizzo di innovazioni sui farmaci.

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