ricerca stampa italiana sala quotidiano
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con le ricercatrici dell'Istituto "Lazzaro Spallanzani" (Foto da Twitter @robersperanza)

Un grande risultato per la ricerca italiana. Sono bastate, infatti, solo 48 ore dopo la scoperta dei primi due casi in Italia, perché l’equipe dell’Istituto nazionale malattie infettive (Inmi) “Lazzaro Spallanzani”, riuscisse a isolare il nuovo Coronavirus. Un risultato dovuto soprattutto al lavoro delle ricercatrici Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti.

Un risultato che permetterà di procedere più velocemente verso la scoperta di nuovi metodi diagnostici per l’individuazione dell’infezione e la realizzazione di un vaccino. Inoltre, il ministero della Salute ha realizzato un sito dedicato con un numero di pubblica utilità a cui ci si può rivolgere per qualunque tipo di informazione o segnalazione.

Le reazioni

Una scoperta frutto di un lavoro di squadra, come ha tenuto a ricordare Maria Capobianchi, a capo del laboratorio di Virologia dell’Inmi: «Il risultato ottenuto oggi  – si legge in un comunicato dell’Istituto – è il frutto del lavoro di squadra, della competenza e della passione dei virologi di questo Istituto, da anni in prima linea in tutte le emergenze sanitarie nel nostro Paese». 

A celebrare il lavoro dell’equipe dello Spallanzani anche il premier, Giuseppe Conte, che in un post su Twitter ha affermato: «Italia tra i primi Paesi al mondo ad aver isolato il #coronavirus. Una notizia importantissima per lo sviluppo delle cure. Un grande plauso a ricercatori e staff medico dello Spallanzani. Orgogliosi del nostro Servizio Sanitario Nazionale, tra i migliori a livello mondiale». 

ricerca

Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha voluto ricordare l’alto livello del servizio sanitario del nostro Paese. Si tratta, ha spiegato, di «un passo importante per tutta la comunità scientifica che consentirà di accelerare la ricerca su questa malattia. L’Italia ha uno dei servizi sanitari migliori al mondo e oggi lo ha nuovamente dimostrato».

Condivisione dei risultati

La sequenza del virus isolato nei laboratori dell’Istituto romano è stata denominata 2019-nCoV/Italy-INMI1 ed è stata messa a disposizione della comunità scientifica internazionale. Una nota di Palazzo Chigi spiega i prossimi passi. Ora il virus verrà confrontato «con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia per valutare eventuali mutazioni». Si potranno quindi sviluppare nuove diagnosi e testare l’efficacia di terapie e molecole antivirali già conosciute. Questo al fine di «identificare e potenziare eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali».